E Tu Come Ti Vedi Tra Cinque Anni?

18:45 Silvia Sgambellone 0 Comments


Noi esseri umani abbiamo un problema. Non riusciamo a non fare progetti e non parlo del “programmare cosa mangerò stasera”, ma dei progetti a lungo termine, del “dove mi vedo tra 5 anni”.
Anche se non ne parliamo con nessuno,è inutile negarlo, noi nella nostra testolina ci siamo fatti migliaia di progetti per il futuro. So che lo fate anche voi, so già che in ufficio, mentre le vostre mani si muovono automaticamente sulla tastiera del pc, programmate non solo ciò che farete quest’estate, ma anche tanto altro.
Tutti progettiamo qualcosa al giorno d’oggi, è diventata quasi una necessità. Progettare di cambiare casa, di avere un figlio, di cambiare lavoro. I progetti a lungo termine della nostra vita diventano sempre di più senza rendercene nemmeno conto. L’abbonamento annuale in palestra ad esempio. Sembra qualcosa di banale, ma anche questo è un progetto a lungo termine.
E così passiamo dai progetti più futili a quelli più impegnativi. Lo facciamo senza accorgercene, la nostra mente frulla progetti ogni giorno. Ma ovviamente non tutti si realizzano, anzi spesso le cose non vanno mai come vorremmo. Ne è la prova il fatto che l’ hashtag #maiunagioia è diventato tra i più popolari sul web.
Ed è la verità, in una società in cui è necessario correre persino quando si mangia, le gioie quotidiane sono veramente poche.
Mi è capitato spesso di pensare come sarebbe vivere la quotidianità senza progettare nulla, senza rimuginare su come vorrei la mia vita tra 5 anni. Sarebbe bello vivere senza aspettarsi nulla, senza andare alla continua ricerca della cosa migliore da fare. Ma pensandoci bene chi è che giudica cosa è meglio per noi se non noi stessi? Forse è vero che alcuni individui sono nati per spingere sempre più in là i propri limiti, mentre altri semplicemente per aspettare.
Io ad aspettare non sono mai stata brava, odio persino aspettare il mio turno alla posta, odio aspettare i treni della mia vita, ma lo faccio, esattamente come tutte le cose che vanno fatte. Semplicemente perché “è così che deve andare”. Sogno, progetto, costruisco e disfo. Ho idee straordinarie che dopo cinque minuti mi sembrano enormi stupidate, ma non mi fermo, continuo ad averne altre e poi altre ancora. A volte aspetto anche io, mi siedo e aspetto. Ma solo quando non ho alternativa o quando l’alternativa fa più male del sedermi ad aspettare.
In fondo siamo tutti un po’ architetti della nostra vita, tutti costruiamo il futuro nella nostra testa e anche se la delusione di un progetto irrealizzato è tanta, la gioia per uno che si realizza lo è ancora di più.
Quindi non vergognatevi di raccontare come vorreste vedervi tra cinque o dieci anni. Non si tratta di come sarete realmente, ma di come pensate di voler essere e di seguire le strade per diventarlo.
Non so come sarò io, ma so come voglio essere ed io voglio essere felice.

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