TU FAMMI RIDERE

18:29 Silvia Sgambellone 0 Comments

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L' ultimo pezzo della mia rubrica sul Social Magazine Gushmag

Sono colpevole, anche io quando voglio proibire alla mia testolina di frullare pensieri in continuazione, manco stesse preparando un centrifugato di millemila sentimenti contrastanti, inizio a divorare libri e Serie Tv. E proprio mentre stavo guardando l’ennesima puntata di New Girl – a proposito lo consiglio a tutti coloro che vogliono distrarsi e farsi due semplici risate – mi sono fermata a riflettere sull’importanza del “ridere”. No, non parlo di sorrisetti finti e denti in mostra. Io odio i miei denti e scommetto che, anche se avessi il sorriso di Shakira nella pubblicità Colgate, le risate forzate non saprei farle lo stesso. Chissà che suono ne verrebbe fuori, no meglio di no.
Esatto, sono una di quelle persone che le cose o le fa davvero perché gli vengon fuori di pancia o preferisce passare per la rompiballe di turno. Sono introversa, testarda, permalosa e insicura. Non regalo la mia fiducia a chiunque e a conoscermi ci metti un po’, forse un po’ tanto. È difficile farmi ridere, è difficile farmi parlare a ruota libera dei miei pensieri, delle mie opinioni e di quello che provo e le persone con cui l’ho fatto si contano sulle dita di una mano, ma se arrivo a ciò mi hai conquistato non il cuore, ma l’anima.
Cos’ ha a che fare tutto ciò con la fantastica attività del “ridere”? Beh, penso che nella vita sia impossibile non collegare le risate ai visi di alcune persone perché non parlo delle risate che si fanno guardando un film o ascoltando il monologo di un comico o leggendo alcuni post su Facebook,non parlo delle risate facili, ma di quelle che ti riscaldano dentro. Parlo del ridere a crepapelle, tanto da ricordarsi di possedere gli addominali e tanto da scoprire che le lacrime non devono per forza essere associate al malessere e alla tristezza, parlo delle stesse risate che vi fate quando trovate il tempo di fare la lotta del solletico con i vostri bimbi.
Credo che ridere sia qualcosa d’intimo. Farci ridere da non poterne più è un lusso che in fondo concediamo a pochi e solo chi ci conosce veramente è capace di farlo, solo chi ci ha guardato e aldilà delle etichette che la società ci ha cucito addosso, ha visto la vera parte di noi.
È vero, potreste incontrare uno sconosciuto per strada andare a bere un caffè e scoprire che vi ha fatto sbellicare dalle risate, ma a distanza di tempo ricorderete ancora quelle risate? O saranno più impresse nei vostri cuori le risate fatte insieme a coloro con cui avete condiviso qualcosa? Magari scoprirete che le persone che vi hanno fatto più ridere nella vostra vita sono le stesse che vi hanno fatto più piangere o magari no, magari sarà il collega di lavoro che vedete solo in pausa pranzo o il parente egocentrico che vedete solo a Natale. Io per esempio le migliori risate l’ho fatte con i miei amici ai tempi in cui il problema più grande era se a mezzanotte cucinare gli spaghetti aglio, olio e peperoncino o le crêpes con la nutella.
Ridere è liberatorio, è ritrovare quella parte di noi stessi che, in un mondo in cui bisogna correre per accaparrarsi la poltrona più comoda, avevamo messo da parte e che forse avevamo addirittura dimenticato. L’ho ammetto anche io troppo spesso ripongo quella parte di me dentro l’armadio insieme ai miei scheletri e ai vestiti che non metto più e che mi rifiuto di buttare. E scrivendo queste righe non farò l’ipocrita dicendovi la solita frase su quanto è bella una donna che ride, sull’indossare il sorriso come primo accessorio al mattino e bla bla bla, perché le frasi fatte non mi piacciono e perché so che in un mondo come quello in cui viviamo oggi basta fare colazione con la tv accesa e ci siamo giocati il sorriso per tutto il giorno, aggiungici le bollette, la lavastoviglie che si rompe, le file chilometriche alla cassa del supermercato per comprare il latte e chissene del sorriso e dei denti da mostrare alla gente per il puro piacere di farlo.
Dove voglio arrivare con tutti questi giri di parole? Me lo sto chiedendo anche io.

Quello che posso dirvi è che uno degli obiettivi della nostra vita dovrebbe essere circondarci di belle persone, persone che ci fanno ridere, che accarezzano la nostra anima ancor prima di accarezzarci la pelle. “Dobbiamo volere” persone che ci fanno “ridere il cuore”.

Quindi, a tutti coloro che predicano allegria e che vi dicono la solita frase con tanto di hashtag #efattelaunarisata e poi vi conoscono quanto Belen conosce il fan di turno che mette mi piace alle sue foto, io proporrei una bella sfida “Fammela fare tu una risata, una di quelle vere però” perché in questo mondo c’è tanto bisogno non di persone che sappiano ridere, ma di persone che sappiano ancora suscitare emozioni toccando le corde della nostra anima e facendoci fare “una sana e liberatoria risata”.

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