IL “MIO” ATTO DI LIBERTÀ: LA SCRITTURA

19:09 Silvia Sgambellone 0 Comments


Il mio ultimo pezzo dal Social Magazine Gushmag

Vi siete mai chiesti qual è quella cosa che nella vostra vita fate esclusivamente per voi stessi? 

Quella cosa che fate senza alcun tornaconto, nessun impegno, nessuna scadenza, quella cosa che fate e basta semplicemente perché vi fa stare bene, semplicemente perché non potete fare a meno di farla.

Beh io l’ho scoperto da un po’. Ho ventisei anni e ancora non so cosa voglio fare da grande, (che dite dovrei iniziare a pensarci?) ma di sicuro so cosa non voglio fare e non voglio rinunciare a le cose che mi fanno stare bene. Nel mio caso,non voglio rinunciare a scrivere.
Io e la scrittura ci siamo prese una pausa di riflessione per qualche tempo. Io ho capito che non posso fare a meno di lei perché nuocerei a me stessa e lei ha capito che dovrà accontentarmi e sostenermi sempre e comunque anche quando sarà costretta a costruire frasi senza senso e senza scopo di cui solo io conosco il vero significato.

Per qualche mese, dopo aver ampiamente abusato di lei per far capire agli altri quello che non riuscivo a dire a parole, ho deciso di metterla da parte, non perché non mi facesse stare più bene, ma perché ho capito che quella non era la strada giusta, non potevo usarla a mio piacimento con la scusa che era quello che mi riusciva meglio fare. Dovevo usarla come mezzo per esprimere i miei pensieri e non per nascondermi dietro fogli di carta e post-it scritti con la biro blu, non potevo usarla come arma di difesa, non era quello che volevo per lei, per noi.

E così, mia cara, eccoci qui di nuovo insieme. Anche stavolta hai ragione, non devo ricorrere a te solo quando ho qualcosa da dire. Da qualche parte qualcuno ha deciso che mi avresti accompagnata per la vita e quindi, mi dispiace per te, ma non ti libererai di me molto facilmente.

Ho capito che SCRIVERE è l’unica azione che compio esclusivamente per me stessa, quell’azione che mette apposto la giornata, che funge da ultimo tassello e che quando messo al suo posto rende tutto più bello, più completo.

writing
Pensate ad una qualunque azione, come bere, mangiare, tenersi in forma, sono tutte compiute come conseguenza di qualcos’altro o come mezzo per raggiungere determinati obiettivi. Bevo perché il mio organismo ha bisogno di acqua o perché la pizza era troppo salata, mangio per evitare di sentirmi debole o perché il mio stomaco richiede un buon pasto, vado in palestra perché ho bisogno di perdere qualche chilo o semplicemente perché sento la necessità di staccare dalla mia routine e potrei continuare all’infinito così, elencandovi altre azioni.
Ma con la scrittura per me è diverso, non scrivo perché ho necessariamente qualcosa da dire, non scrivo perché c’è un argomento che voglio trattare e non scrivo perché voglio avere successo come scrittrice (se accade ben venga).

Come sono giunta a tutto questo? Semplice. Per giorni e giorni ho pensato ossessivamente a quale argomento trattare nel mio prossimo pezzo e niente non c’era uno straccio d’idea nella mia mente e così mi sono arresa, mi sono presa una pausa da lei, dalla mia adorata alleata, fin quando ho capito che non puoi accantonare una parte di te stessa e così ho preso il mio bel notebook e mentre aspettavo che carburasse ho fatto partire la mia playlist preferita e mi sono detta “Cara Silvia adesso su quel bel foglio bianco davanti ai tuoi occhi inizi a scrivere qualcosa e con quelle tue belle dita affusolate con lo smalto smangiucchiato inizi a schiacciare tutte quelle letterine magiche sulla tastiera”.
E così è stato, così sono qui a scrivere senza dire nulla e tutto nello stesso tempo.

Ho capito che a prescindere da chi mi leggerà, a prescindere dal giudizio degli altri, dallo scrivere bene o male, dal trattare un argomento complesso o futile, dall’essere bravi o meno, a prescindere dalla partenza e dall’arrivo, SCRIVERE è parte di me e non posso allontanare una parte di me, non posso dividermi da lei e non posso usarla solo quando sono sicura di avere qualcosa di veramente sensato da dire.

Quindi sono qui a scrivere cose non sensate su cui non ci ho ragionato proprio. Ma che abbia senso oppure no, una cosa voglio dirvela: prendetevi la libertà di fare cose senza senso, poco pensate, ne basta anche una, una sola e sarà quella la cosa che vi darà più gioia, quella che vi farà stare bene perché sarà esclusivamente vostra e di nessun’altro.

Cara MIA SCRITTURA, in quanto a te, che ti stia bene o no, che tu venga letta o accantonata, apprezzata o odiata, contemplata o rifiutata, non ti metterò di nuovo da parte e se mai dovessi farlo per pigrizia o per il semplice pensiero che la nostra relazione non abbia senso, allora ancora una volta sarai tu a svegliarmi e a ricordarmi quanto è bello dire e fare cose senza senso insieme a TE. 

E a chi mi chiederà per quale motivo, per chi e a quale scopo scrivo, da questo momento in poi risponderò con una frase di uno scrittore che adoro:

Non c’è atto di libertà individuale più splendido che sedermi a inventare il mondo davanti ad una macchina da scrivere.

Gabriel García Márquez

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