Meno parole più umanità. Grazie.

20:06 Silvia Sgambellone 0 Comments





Spesso i miei pezzi possono risultare pesanti, una sorta di paternale, una riflessione prolissa su problemi della società odierna. Ecco perché per oggi avevo preparato qualcosa di più leggero, ma da venerdì sera la leggerezza è stata sostituita dal terrore e dall’angoscia.
Non me la sento di rimanere in silenzio anche se è l’atteggiamento che avrei preferito assumessero molte persone subito dopo la carneficina avvenuta a Parigi. Perché di questo si tratta di una carneficina che ha fatto sprofondare Parigi nella paura e nell’orrore.

Sarò sincera, inizialmente non volevo scrivere nulla a riguardo non perché non sia rimasta toccata anche io da quelle immagini terribili, al contrario, l’assurdità di tutto questo mi ha portato a credere che ogni parola, ogni ipotesi, ogni rassicurazione, ogni soluzione sia semplicemente superflua e banale a distanza di poche ore dall’accaduto.
Quindi ho pensato “se scrivo qualcosa anche le mie stesse parole potrebbero risultarmi antipatiche, fuori luogo, ridicole, ma se non scrivo non riuscirò ad esprimere lo stato d’animo mio e di molte altre persone in questo momento e passerò questo sabato 14 Novembre 2015 a guardare e riguardare quelle immagini, a trattenere il fiato, ad ascoltare parole che mi sembrano inutili aspettando che la nebbia che da ieri sera ricopre la città in cui vivo venga spazzata via e che qualcuno entri dalla porta di casa mia per dirmi spegni la tv e respira, respira forte.”

Per questo ho deciso di scrivere,per me stessa e per tutte quelle persone che non riescono ad esprimere lo sconcerto di fronte a tutto ciò. Sicuramente neanche le mie parole riusciranno a farlo, ma ci provo.
Lo so che anche voi avete avuto gli occhi incollati al televisore, le mani sul viso per lo choc e la disperazione nel cuore per tutte quelle persone che hanno visto trasformarsi un venerdì sera qualunque, una serata di svago qualunque in un tremendo incubo. Ma soprattutto abbiamo avuto le orecchie piene di parole, parole e parole che no, non ci hanno rassicurato, non ci hanno spiegato, non ci hanno aiutato, ci hanno portato solo a spegnere l’interruttore dell’ascolto del nostro cervello e a tenere acceso esclusivamente quello degli occhi e del cuore.

Quante parole, avete sentito uscire dalle bocche dei nostri esponenti politici quando l’unica cosa che avreste voluto ascoltare era il SILENZIO?
Il silenzio, quello che predomina a Parigi all’indomani dell’attentato. Come sarebbe stato bello se i nostri politici si fossero riuniti in Parlamento stando semplicemente in silenzio, stringendosi nello stesso silenzio calato nelle case degli italiani, dei parigini, dei tedeschi, degli inglesi e del mondo intero. Tv accese si, ma cuori e bocche senza più parole.

Invece no, mentre alcuni cittadini cercavano ancora di realizzare e di capire da dove provenivano quelle immagini e perché, altri facevano uscire dalla loro bocca parole cariche di odio, rancore e razzismo, parole come Guerra, vendetta, bombardamento.
Io mi chiedo con quale leggerezza di cuore e di anima vi concedete il lusso di parlare di violenza a pochi minuti di un attacco che è l’emblema della violenza stessa?
Perché, cari signori della politica, per un giorno, un semplice giorno, non potete dimostrare di essere umani anche voi? Come? Semplicemente rimanendo in silenzio e unendovi allo stato d’animo dei vostri cittadini. Evitando magari patetiche ospitate in tv dove vi fate vedere sulle vostre comode poltrone e in nome delle vittime di Parigi cercate di accaparrarvi la ragione urlando contro il vostro nemico politico.
Invece no, anche in queste occasioni siete lì spavaldi con i colori del vostro partito stampati bene in fronte. Provo tanta tristezza davanti a tutto questo, tanta povertà d’animo perché per l’ennesima volta io da cittadina mi sento lontana anni luce da chi dovrebbe rappresentarmi.



Non sono nessuno per esprimere giudizi o per proporre soluzioni ma so che da cittadina italiana quale sono, da sorella e vicina di casa dei francesi avrei voluto che nella mia Italia volassero meno parole, meno accuse, meno superficialità. Mi sarei aspettata un rispetto silenzioso e composto. Avrei voluto un’ unica, immensa e profonda PREGHIERA che andasse al di là di ogni credo, al di là di ogni forza divina o umana perché, che siate buddhisti, musulmani, cristiani o atei, davanti a tutto questo non resta altro che abbracciare i propri cari, i propri amici e manifestare la nostra voglia di vita e di amore.

Cari signori della politica appena vi sarete stancati di “farvi la guerra” e di blaterare frasi inutili che non fanno altro che esasperarci, appena i riflettori si saranno spenti, tornate a casa e prima di mettervi piede ringraziate di avere ancora una casa e una famiglia da cui tornare, di essere ancora vivi, di poter bere il caffè al bar o camminare serenamente per strada perché purtroppo c’è chi questa libertà non la possiede più a causa delle vostre parole lasciate al vento e dei vostri giochi di potere.



Meno parole più umanità. Grazie!

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