LETTERA D’AMORE AL MARE

17:19 Silvia Sgambellone 0 Comments


Caro Mare,
ti scrivo per scusarmi con te perché sin da quando sono nata mi sei stato vicino ed io non ti ho dato la giusta importanza.

Non avevo capito che era un privilegio averti accanto durante tutte le stagioni della mia vita. Insomma, ti ho dato per scontato così come fanno gli amanti che al momento della separazione si rendono conto di quanto quella presenza era fondamentale per loro.

Quando ero piccola non mi stancavo mai di te, la mia estate durava circa tre mesi e mi facevo coccolare da te per ore e ore fin quando i miei genitori non usavano quella frase magica che funziona tutt’ora con i bambini: “se non esci dall’acqua non ti faccio mangiare il panino”. Eh si,caro mio Mare, anche un banalissimo panino col cotto diventava speciale insieme a te, assumeva un altro sapore, sapore di te, sapore d’ estate, ma soprattutto sapore di serenità, quella serenità che solo tu sai dare alle persone e al mondo.

Penserai che le mie parole sono dettate dalla circostanza, in fondo tutti a fine estate, al momento della separazione sono capaci di dirti che ti amano. No io non  voglio fare la falsa sentimentale, non voglio sussurrarti paroline dolci solo perché so che non ci rivedremo per un bel po’ e non voglio adorarti solo durante la stagione del sole quando sono appollaiata sulla tua riva.

No caro Mare, ti sto scrivendo per dirti ben altro. 

Per ringraziarti d’aver fatto da cornice alla mia vita, di essere rimasto te stesso anche quando la gente ha cercato di urlare al mondo che tu non andavi bene che eri solo un posto in cui scaricare immondizia. Ti dico grazie anche a nome di  tutti quelli che fanno i pic-nic sulla tua compagna Spiaggia e senza curarsi del fatto che potrebbero mancarti di rispetto, lasciano le loro cartacce vicino alla tua riva. Grazie perché quando ritornano il giorno dopo, li accogli con lo stesso amore di sempre.

Ti ringrazio per aver fatto da sfondo alla mia adolescenza, grazie perché quando saltavo la scuola e venivo a passeggiare sulla tua riva tu ti sei comportato da buon amico senza spifferarlo a nessuno, grazie perché quando litigavo con i miei, come tutte le adolescenti testarde, mi bastava aprire la porta della mia terrazza e tu eri lì a coccolarmi da lontano con quel tuo azzurro spavaldo da fare invidia anche al Cielo.

Grazie Mare, perché quando in inverno ti guardavo con malinconia dal finestrino della mia macchina tu riuscivi sempre a strapparmi un sorriso e sai perché mare? Perché come dice Biagio Antonacci “due occhi sono pochi per questo immenso”. Eh già, sia io che i miei pensieri sembravamo infinitamente piccoli e stupidi di fronte alla tua maestosità.
Mentre ti scrivo queste parole rido tra e me e me perché penso a tutte quelle persone che leggendole non riusciranno a capire, forse mi scambieranno per matta, non  lo so, ma non m’importa. In fondo è un po’ quello che fai anche tu, cioè di rimanere te stesso anche quando agli altri non vai bene così come sei e di continuare a dare sempre il massimo. 

Io faccio come te caro mio mare, me ne frego, tanto non temere perché chi ti ama rimane con te comunque.
Non importa se le tue spiagge saranno piene durante la bella stagione, ciò che importa invece sono le persone che continueranno ad ammirarti quando il sipario sarà calato sull’estate e la pioggia batterà sulle tue rive come una mitragliatrice dai proiettili infiniti.

A volte penso a quella gente che tratta male te, il mio Mare, e la terra in cui risiedi, la Calabria, e penso che si potrebbe vivere meravigliosamente bene sulle tue coste, come in nessun’altra parte del mondo, se alcune persone fossero diverse, se alcuni meccanismi ed egoismi fossero diversi. Ma non voglio perdermi in pensieri tristi, quindi torniamo a noi.

Ti starai chiedendo come mai ho deciso di scriverti proprio adesso, dopo così tanti anni di convivenza. La risposta è semplice e sono sicura che avrai già immaginato tutto, ma ti prego non ti arrabbiare.

Ti scrivo adesso perché non mi sei più vicino o meglio sono io a non essere più vicina a te, se mi affaccio dal balcone di casa mia vedo solo case e palazzi e anche il tuo amico Cielo sembra un po’ triste qui. Se passeggio, ci sono gli alberi e i prati a farmi compagnia, ma tu non ci sei. Se voglio rilassarmi un po’ non posso passeggiare sulla tua riva, posso solo camminare tra le vetrine dei negozi.

Lo so, ho sbagliato a non accorgermi prima di quanto tu fossi importante per me. Ma perdonami ti prego, finalmente l’ho capito. Vuoi sapere come? 

Un giovedì sera qualunque mentre da sola a casa guardavo un film, appari tu sullo schermo. Il tuo dispettoso amico Sole si stava immergendo pian piano nelle tue acque e Cielo cambiava colore lentamente, stava finalmente riposandosi dopo una giornata passata a subire i dispetti di Sole. Nell’immagine era diventato a striature rosa e tu apparivi talmente calmo che sembrava dormissi. Era il tramonto caro mio Mare. Lo spettacolo più bello che tu possa regalare all’umanità. E proprio in quel momento ho capito quanto fossi stata fortunata ad assistere a quello spettacolo per anni ed anni, spettacolo che spesso ci regali non solo durante la bella stagione, ma persino durante le stagioni fredde quando nessuno se l’aspetta. 

Proprio allora ho capito quanto mi mancavi, ho capito che ovunque io vada rimarrò legata a te per sempre, legata al MIO CARO MARE.      


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