L’era dell’ indifferenza. Ma io ad un selfie preferisco un abbraccio.

19:19 Silvia Sgambellone 1 Comments


C’è chi pensa con la testa ed esprime il suo pensiero con la voce e poi ci sono io che fingo di pensare con la testa, ma i miei pensieri sembrano avere una connessione diretta tra cuore e penna. Così mi trovo a scrivere nero su bianco qualunque cosa. Ogni piccola emozione – positiva o negativa che sia – per me diventa un pretesto per scrivere. C’è da dire che nella società di oggi gli spunti non mancano e purtroppo sono spesso negativi.
                                                         
Adesso più che mai non posso fare a meno di scrivere. Da tempo, infatti, risuonano continuamente parole come ISIS, attentato, strage di civili. Parole forti, dal suono cattivo, basta pronunciarle per sentire un tonfo al cuore. Parole su cui è doveroso soffermarsi , anche se molti di noi preferiscono non farlo preoccupandosi piuttosto della crisi coniugale di Belén.

Io ho scelto di riflettere, ho scelto di guardare i notiziari, ho scelto di sconvolgermi davanti ai volti di uomini e donne strappati alla vita e che hanno trascorso i loro ultimi attimi al mondo nel terrore e nel sangue. Io ho scelto di PENSARE.
 Fa male ma fa soprattutto paura. È una paura che ci gela il sangue e la mente e che ci costringe a non esprimerci. Parole come TERRORISMO, ISIS, GUERRA diventano tabù nelle nostre conversazioni quotidiane perché evitandole pensiamo di allontanarle il più possibile, ma soprattutto di allontanare da noi e dalle nostre vite ciò che esse rappresentano. Mi tornano in mente a tal proposito alcuni versi  della poesia di Primo Levi “Se questo è un uomo”:

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo...”

Purtroppo – anche se è difficile ammetterlo – tutto ciò non ci è così estraneo. La verità è che siamo così presi dal nostro casa-palestra-lavoro e casa-cena-divano che – nonostante ci troviamo di fronte ad un’emergenza mondiale - non ci accorgiamo che nessuno sta muovendo un dito, nessuno (neanche fingendo) ha espresso concretamente e coraggiosamente le proprie idee riguardo tale situazione, nessuno ha provato a confortare i popoli feriti e impauriti, nessuno ha ancora avuto il coraggio di guardare in faccia la realtà ed informarci riguardo la gravità degli atti terroristici compiuti in Europa e non. (Riusciamo ad avere qualche informazione in più solo grazie a programmi televisivi come “Le Iene”.)
Tutto questo perché non ci siamo ancora resi conto di vivere nell’ era dell’indifferenza. Un’era in cui siamo più preoccupati dello stato del nostro smartphone che di quello dei nostri figli, un’epoca in cui non si cena tutti insieme perché quelle sono le uniche ore libere che abbiamo per andare in palestra, un’era in cui per spostarsi da un luogo all’altro non si cammina ma si corre e ci si scorda – per la fretta -  di salutare il vicino che incrociamo per strada, ci si dimentica di  dare il “buongiorno” o la “buonanotte” alle nostre famiglie.

Queste parole sicuramente non vogliono essere un rimprovero, soprattutto perché non ho alcuna qualifica per poterlo fare e come tutti gli esseri umani anche io compio degli errori o meglio una miriade di errori, ma è ciò che mi sentivo di dire a me stessa e a tutte quelle persone che sono alla ricerca di qualcosa di più di una routine monotona e stancante.
Proprio perché i pericoli della società odierna sono sempre più numerosi e sempre peggiori, dovremmo dedicare un’ora al giorno anche alla palestra del cuore, dello spirito e della mente. Dovremmo fermarci, bloccare per un attimo il tempo e godere delle piccole cose. Come? Camminando anziché correre, sussurrando anziché urlare, cenando in famiglia invece di passare le ore in palestra e sicuramente assumendo la medicina che ogni dottore dovrebbe prescrivere: “MENO SELFIE E PIÚ ABBRACCI.”

Consapevole che ognuno di noi sogna un mondo migliore, mi piacerebbe lasciarvi un testo che, secondo me, esprime al meglio l’inesauribile speranza nutrita dall’uomo:

“Nel 1948 e nel 1976, le Nazioni Unite proclamarono le grandi liste dei diritti umani: tuttavia la stragrande maggioranza dell’umanità non ha altro che il diritto di vedere, udire e tacere. Che direste se cominciassimo a praticare il mai proclamato diritto di sognare? Che direste se delirassimo per un istante?
Puntiamo lo sguardo oltre l’infamia, per indovinare un altro mondo possibile: l’aria sarà pulita da tutto il veleno che non venga dalla paure umane e dalle umane passioni; nelle strade, le automobili saranno schiacciate dai cani; la gente non sarà guidata dalla automobile, non sarà  programmata dai calcolatori, ne' sarà comprata dal supermercato, ne' osservata dalla televisione; la televisione cesserà d’essere il membro più importante della famiglia e sarà trattato come una lavatrice o un ferro da stiro; la gente lavorerà  per vivere, invece di vivere per lavorare; ai codici penali si aggiungerà  il delitto di stupidità  che commettono coloro che vivono per avere e guadagnare, invece di vivere unicamente per vivere, come il passero che canta senza saper di cantare e come il bimbo che gioca senza saper di giocare; in nessun paese verranno arrestati i ragazzi che rifiutano di compiere il servizio militare; gli economisti non paragoneranno il livello di vita a quello di consumo, ne' paragoneranno la qualità della vita alla quantità  delle cose; i cuochi non crederanno che alle aragoste piaccia essere cucinate vive; gli storici non crederanno che ai paesi piaccia essere invasi; i politici non crederanno che ai poveri piaccia mangiare promesse; la solennità  non sarà più una virtù, e nessuno prenderà sul serio chiunque non sia capace di prendersi in giro; la morte e il denaro perderanno i loro magici poteri, e ne' per fortuna ne' per sfortuna, la canaglia si trasformerà in virtuoso cavaliere; nessuno sarà considerato eroe o tonto perché  fa quel che crede giusto invece di fare ciò  che più  gli conviene; il mondo non sarà  più in guerra contro i poveri, ma contro la povertà, e l’industria militare sarà costretta a dichiararsi in fallimento; il cibo non sarà  una mercanzia, ne' sarà la comunicazione un’ affare, perché cibo e comunicazione sono diritti umani; nessuno morirà di fame, perché  nessuno morirà  d’indigestione; i bambini di strada non saranno trattati come spazzatura, perché  non ci saranno bambini di strada; i bambini ricchi non saranno trattati come fossero denaro, perché  non ci saranno bambini ricchi; l’educazione non sarà  il privilegio di chi può  pagarla; la polizia non sarà la maledizione di chi non può comprarla; la giustizia e la libertà, gemelli siamesi condannati alla separazione, torneranno a congiungersi, ben aderenti, schiena contro schiena; una donna nera, sarà  presidente del Brasile e un’altra donna nera, sarà presidente degli Stati Uniti d’America; una donna india governerà  il Guatemala e un’altra il Perù; in Argentina, le pazze di Plaza de Mayo saranno un esempio di salute mentale, poiché rifiutarono di dimenticare nei tempi dell’amnesia obbligatoria; la Santa Chiesa correggerà  gli errori delle tavole di Mose', e il sesto comandamento ordinerà  di festeggiare il corpo; la Chiesa stessa detterà  un altro comandamento dimenticato da Dio: “Amerai la natura in ogni sua forma”; saranno riforestati i deserti del mondo e i deserti dell’anima; i disperati diverranno speranzosi e i perduti saranno incontrati, poiché costoro sono quelli che si disperarono per il tanto sperare e si persero per il tanto cercare; saremo compatrioti e contemporanei di tutti coloro che possiedono desiderio di giustizia e desiderio di bellezza, non importa dove siano nati o quando abbiano vissuto, giacché le frontiere del mondo e del tempo non conteranno più nulla; la perfezione continuerà  ad essere il noioso privilegio degli dei; però, in questo mondo semplice e fottuto ogni notte sarà vissuta come se fosse l’ultima e ogni giorno come se fosse il primo.
                                                    
             Da “Il diritto al delirio” di Eduardo Galeano

Questo testo mi piace moltissimo quindi temo che lo vedrete spesso pubblicato su questo blog.
Per adesso è tutto. Un grossissimo e fortissimo ABBRACCIO e a presto.

1 commento:

  1. Ottimo articolo! Visto che ha aperto il "Alessandro Borghese Kitchen Sound"? Merita un'occhiata! https://www.facebook.com/AlessandroBorgheseOfficialPage/photos/a.174221874883.149711.157593414883/10153479250104884/?type=1&theater

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